Ormai la Korean Wave si è diffusa a macchia d’olio anche in
Italia e da pochi eletti ci siamo trasformati in una massa delirante di
kpoppari disagiati. Gli studi hanno però dimostrato che il kpop, in un breve
lasso di tempo, può causare nell’ascoltatore una serie di effetti collaterali
tra cui: assuefazione, episodi deliranti, crisi d’astinenza (il soggetto, dopo
due ore senza kpop, inizia a sudare freddo e ad avere visioni sconcertanti, tra cui quella di Rap Monster che balla il
tuca tuca) , perdita della vita sociale, perdita della dignità personale, perdita
di contatto con la realtà crisi
isteriche , svenimenti , , impotenza(?).
Ma analizziamo nel dettaglio i quattro stadi che conducono
il kpopparo alla follia:
1) La scoperta:
Il soggetto inizia a guardare qualche video e, superati i
primi scetticismi, entra nel mondo del kpop. Non riesce ancora a capacitarsi di
quello che sta succedendo. Ha difficoltà nel distinguere i vari cantanti. Si convince che si tratti solo di una sua fissazione
passeggera , ma non sa quello che lo attende.
2) Il consolidamento:
Il soggetto conosce vari gruppi, inizia ad imparare qualche
coreografia, prova a convincere qualche amico che i coreani non sono poi tanto
male, acquisisce un lessico di base che gli consente di canticchiare qualche
canzone (saranghè, oppa, etc.), comincia ad individuare i propri bias e a seguire
gli idols sui social networks.
3) L’inizio della fine:
Il soggetto ormai conosce perfettamente il mondo del kpop.
Sa tutti i nomi degli Exo e dei Super Junior, stalkera le star su Twitter,
Facebook ed Instagram, quando s’imbatte in un asiatico carino esclama
“aegyoooooooo!”, guarda drama ventiquattro ore su ventiquattro, frequenta raduni, si reca a concerti,
inizia ad attaccare poster degli Shinee anche sopra la tavoletta del cesso.
4) Il disagio:
Il soggetto è ormai irrecuperabile. Canta in coreano in
mezzo alla strada, balla Sorry sorry nei negozi dei cinesi, risponde in coreano
anche se non lo sa parlare, crede di essere coreano, tenta di abbordare
asiatici sussurrando “ i got yooooooou under my skin!”, i genitori decidono di
darlo in adozione, gli amici in preda alla disperazione tentano il suicidio.
I medici non hanno ancora trovato una cura efficace.




Il disagio XD ormai ho i giorni contati
RispondiEliminaps vi andrebbe una collaborazione con il mio blog www.jokerroses.it
anche io parlo di musica ^^