“Siamo arrivati” –disse Key. “Sbrighiamoci Onew!” I due corsero all’interno del quartier
generale della SM Entertaiment. Lo scenario era spettrale. All’ingresso era
appesa alla parete una foto di Jong vestito da Geisha. “Schifoso bastardo!” “Eccovi finalmente! Ero certo che sareste
venuti. Esordì Siwon .“Dicci dov’è Jong ,Siwon, o te la vedrai con me!” Urlò la
Divah. “Sto tremando di paura! Il nanetto sta più che bene qui con me, pensavo
di tenermelo un altro po’. Sai, la regola della L...” Ribattè il sj. Key sgranò
gli occhi. Nessuno poteva toccare il suo Jong, nessuno. I due rivali si
fissarono intensamente, la tensione era alla stelle. La Divah digrignò i denti,
mai era stata così arrabbiata, neanche quando Minho le aveva rubato la crema
depilatoria credendo fosse dentifricio. I suoi capelli iniziarono a cambiare
colore e la sua figura fu avvolta da un fascio di luce diafana. “Ha un’aura
potentissima!” Esclamò Onew. Siwon fu scosso da un fremito di terrore: “Il
potere del cristallo della luna! Dannazione!” Key punì il SJ in nome della luna
senza alcuna pietà. “Andiamo, dobbiamo liberare Jong!”
Nel frattempo Taemin tentava di ripararsi dall’aria gelida
della notte. “Gli Hyung sono stati così crudeli con me, e ora cosa farò?! Ho
freddo, ho fame e non ho nemmeno un soldo!” Il piccolo idol ricominciò a
piangere, sembrava un cucciolo smarrito. Calde lacrime rigavano il suo
bellissimo volto. Improvvisamente ,però, una macchina si fermò davanti a lui.
Il giovane si asciugò il viso e si avvicinò. Un uomo sulla quarantina con un
sorriso inquietante gli si rivolse : “
Ehi baby quanto vuoi?” Taemin non poteva credere ai suoi occhi. Un signore
vedendolo così sconvolto doveva aver intuito la sua situazione ed ora gli stava
offrendo del denaro per aiutarlo. Che cuore grande che alcune persone hanno!
“Non tanto..” rispose timidamente il maknae. “Giusto quello che mi serve per
tornare a casa...” “Perfetto. Sali in macchina allora!” Taemin con un inchino
lo ringraziò e senza esitazioni salì nella vettura. “Mi sta addirittura offrendo un passaggio!”
pensò pieno di felicità. Ma il povero ingenuo non aveva capito un tubo. Come al
solito.
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